Giustizia: Sisto, servono riforme di sistema = (AGI) – Roma, 4 mar. – “La riforma Cartabia non e’ stata la riforma occasionale di una ‘norma’, ma il primo intervento, dopo tanto tempo, messo in campo con logica di sistema, condotto tenendo la Costituzione come fidata bussola, per dare plasticita’ ai suoi principi”. Cosi’ il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto intervenendo, con Giorgio Spangher, alla presentazione di un corso sul processo penale promosso dall’Unione giuristi cattolici italiani. “Ora, il percorso deve essere portato a termine. Innanzitutto tenendo a mente un obiettivo: la giustizia non puo’ essere concepita per ‘quadranti’ separati, ma con la finalita’ di dare al cittadino una risposta d’insieme, e in qualsiasi ambito. Per questo motivo – ha proseguito -, attraverso l’equazione secondo cui il diritto ritardato equivale al diritto negato, noi dobbiamo aumentare la qualita’ della risposta di giustizia anche nel processo tributario, nel processo amministrativo e, soprattutto, in quello civile. Quando, per citare un esempio drammatico, ci si rivolge alle commissioni tributarie, si impiegano fino a sei, sette anni per ottenere una sentenza definitiva dalla Cassazione: una criticita’ inaccettabile, che crea disastri personali e socio economici. Altro tema importante e fondante, poi, e’ l’imparzialita’ e la terzieta’ del giudice. In questo senso, la separazione delle carriere e’ un obiettivo che contribuisce a fare chiarezza rispetto a valori sanciti dalla Costituzione, offrendo al cittadino-protagonista una immagine della Giustizia piu’ credibile. Realizzare questo significa rispettare i principi della Carta e, contestualmente, mettere al centro del “pianeta-Giustizia” il cittadino”, ha concluso. (AGI)Ted 040957 MAR 23