NFORTUNI: SISTO, ‘DEFISCALIZZARE I COSTI PER LA SICUREZZA’ (3) =
ADN1199 7 ECO 0 ADN ECO NAZ INFORTUNI: SISTO, ‘DEFISCALIZZARE I COSTI PER LA SICUREZZA’ (3) = (Adnkronos/Labitalia) – Al confronto ha partecipato anche Fabrizio Benedetti dell’Inail. ”Con il Consiglio nazionale degli ingegneri – ha detto – ormai da molti anni si è consolidato un rapporto di collaborazione che si è concretizzato su diversi progetti, tra cui quello dedicato alle buone pratiche nell’edilizia. Cito l’edilizia perché è il settore che gode particolare attenzione da parte nostra, anche perché è il secondo per indice di gravità degli incidenti sul lavoro. Nel tempo abbiamo assistito a fenomeni che hanno aggravato la situazione quali, ad esempio, l’eccessivo ricorso al subappalto, la riduzione delle dimensioni delle aziende, l’incremento di lavoratori stranieri”. “Noi come Inail – ha chiarito – riteniamo fondamentale il modo in cui viene gestita un’azienda e per questo motivo abbiamo previsto un premio per quelle imprese che hanno investito molto sulla sicurezza, passando anche attraverso la definizione di uno specifico piano gestionale della sicurezza. Attualmente morti ed infortuni sul lavoro ci costano circa il 3% del Pil, il che significa che esiste anche una questione economica. Anche per questo motivo non si può prescindere da meccanismi di premialità”. Paolo Pennesi, direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ha citato una serie di numeri: “L’Inl effettua ogni anno 95mila controlli, grazie al lavoro di un corpo di 3mila ispettori, di cui mille sono tecnici. Entro la fine dell’anno contiamo di incrementare di gli ispettori tecnici. Tuttavia, va considerato che le imprese in Italia sono 1,7 milioni, quindi è impossibile immaginare un controllo massivo. Come se non bastasse, nel periodo post-covid si è registrato un incremento dal 30/40% delle violazioni. Attualmente i controlli fanno emergere violazioni nell’85% dei casi. La percentuale sale al 93% se parliamo di Superbonus. Insomma, un quadro poco rassicurante. E’ vero che le ispezioni hanno la loro grande importanza, ma chiaramente non possiamo immaginare di risolvere il problema esclusivamente inasprendo le sanzioni. La patente a punti può essere un alert, ma non rappresenta un sistema di qualificazione delle imprese. E’ chiaro che servono meccanismi di premialità”. (Dks/Labitalia) ISSN 2465 – 1222 16-MAG-24 18:46